Terminal Sottomonastero, 98050 Lipari ME
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«L’isola di Lipari è di piccole dimensioni, abbastanza fertile ma, soprattutto, possiede quei prodotti che rendono lussuosa la vita degli uomini: fornisce ai suoi abitanti pesci di ogni tipo in gran quantità e quei frutti in grado di offrire straordinario diletto a chi ne goda».

Lipari è un’isola dell’Italia appartenente all’arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia. È parte del comune di Lipari assieme alle altre isole Eolie, eccetto l’isola di Salina, il cui territorio è suddiviso nei tre comuni di Santa Marina Salina, Malfa e Leni. In antichità era già nota col nome Lipara (Λιπάρα, da λιπαρός in greco antico, che significa grasso, untuoso, e per estensione brillante, ricco e fertile). Pure in antico, fu chiamata Milogonide o Meligunide (Milogonis o Meligunis, Μελιγουνίς).
Nel paese principale, che porta lo stesso nome dell’isola, la via più frequentata è Corso Vittorio Emanuele, conosciuta dagli abitanti semplicemente come “Il Corso”. La strada più caratteristica è però Via Garibaldi, da cui si dipartono numerosi vicoli. Essa congiunge il castello di Lipari con Piazza Ugo di Sant’Onofrio, detta “Marina Corta”. È una delle piazze delle Eolie, di forma irregolare, affacciata sul mare e ricca di bar e ristoranti. All’estremo est della piazza c’è la rocca del Castello di Lipari, mentre sul lato mare si staglia la storica Chiesa delle Anime del Purgatorio. La piazza, grazie alla sua posizione, è molto frequentata soprattutto nelle sere estive. Il centro storico di Lipari è dominato dalla cinta fortificata detta Castello posta su un’alta rupe a picco sul mare.

Il museo archeologico regionale eoliano, ha sede nel complesso del Castello di Lipari, è uno dei più importanti del Mediterraneo e presenta in circa cinquanta sale, nelle quali i materiali archeologici sono esposti in ordine cronologico. Si possono ammirare materiali preziosi provenienti sia dall’abitato, che dai corredi funerari, vasi, cippi, steli tombali e sarcofagi in pietra che testimoniano dell’evoluzione del culto dei defunti. Inoltre ceramiche di tipi e fogge varie, maschere teatrali e statue fittili.
La cinta muraria sembra sia stata realizzata in blocchi isodomi (parallelepipedi regolari e modulari) nel IV secolo a.C., e di essa rimangono le prime assise di una torre del IV-III secolo a.C.. Ulteriori strutture si datano al medioevali e propriamente al secolo XI e poi XIII. Infine le cortine murarie sono di epoca spagnola. All’interno della cinta vi è una ampia stratigrafia che dall’inizio del II millenni a.C. giunge sino ad età medievale e moderna. La Cattedrale di San Bartolomeo votata nel 1084 e probabilmente edificata in età ruggeriana (1130 d.C. c.a) e rimaneggiata in varie epoche, fino al 1861 con la facciata in stile tardo baroccheggiante. A fianco i resti del Monastero del Santissimo Salvatore normanno, con un pregevolissimo chiostro in cui colonne e capitelli sono in parte di riuso da monumenti romani e in parte di realizzazione medievale.

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Lipari

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